Oltre la Pentecoste 19

Spinti dal desiderio di fare di aiutare, importante puntare sulla conoscenza dell’altro per capire cosa fa bene all’altro. Anche noi come riceviamo? Siamo sinceri con Dio e gli altri? Come rispondiamo ai segni che Dio ci dà?

3 thoughts on “Oltre la Pentecoste 19

  1. Si ,” laviamo i panni sporchi in famiglia”.- parliamo e “laviamo” in famiglia, cogliamo l’opportunità, proprio perchè in famiglia, di eprimere i nostri pensieri ed accogliere quelli di altri, poi liberamente ognuno trarrà le proprie considerazioni perchè siamo meravigliosamente unici e l’opportuno o “politicamente corretto” in questa emergenza STONA con l’opportunità che ci è data di “convertirci”-Sono lieta che ci sia stato riferimento alle “7 pizze” perchè è verità, perchè tali pensieri “serpeggiano” e fanno male proprio ai “braccini corti” a cui proprio per il loro “limitato slancio di cui non conosciamo il perchè” va reso conto dei beni affidati.-Questo pensiero l’ho avuto anch’io e mi sto ponendo domande sulla “distribuzione del cibo” perchè questo è al momento; Una Distribuzione di cibo.- e torna alla mente una domanda dell’ultimo corso EAV : C’E’ DIFFERENZA NEL FORNIRE UN SERVIZIO SENZA FEDE O FORNIRLO CRISTIANAMENTE ?? A questa domanda Gesù risponde facendosi ultimo , DIVENTANDO SERVITORE …. .Abbiamo il grande dono dell’esperienza della mensa non come mera distribuzione di cibo ma scambio di AMORE con il fratello sia “povero” che di comunità.- credo si debba difendere questa esperienza non sull’efficienza ma sulla possibilità di mantenere una relazione concreta di scambio personale PROPRIO IN QUESTA EMERGENZA di ridotti spazi e relazioni.- 1 ipotesi : appuntamenti personalizzati dove poter si dare il pacchetto ma parlare, seduti e con gli occhi uno nell’altro, anche con i “furbetti”.- Grazie Vincenzo, grazie Parroco, anna

  2. Scusa, se mi posso permettere ,l’esempio che hai dato delle 7 pizze non aiuta, a mio avviso, a motivare le persone che in questo periodo di pandemia hanno deciso di andare oltre il proprio egoismo contribuendo ad alleviare i disagi dei più bisognosi.Infatti nessuno di loro,io penso, dà il suo aiuto attingendo al superfluo ,ma attingendo a quello che serve e/o potrebbe servire al sostentamento personale e/o dei propri familiari.Non vorrei che il braccino di queste persone ,che era corto prima ,si accorciasse di nuovo ;va da se che i primi a rimetterci sarebbero proprio i più bisognosi ,cioè quelli che vogliamo ,tutti ,veramente aiutare. I panni sporchi ,dicevano i nostri nonni ,è meglio lavarli in famiglia. I poveri li avremo sempre con noi e li dobbiamo aiutare ; i furbetti anche li avremo sempre con noi ,dovremmo dare loro” le istruzioni per l’uso”in privato, perchè si convertano ; non c’è bisogno di esporli ad una gogna mediatica. Tutto questo naturalmente ,secondo la mia opinione.

    1. Ti ringrazio per la segnalazione, dire “7” o “8” era simbolico, abbiamo cercato di verificare chiunque ci chiedeva più di “1”. Ho creduto necessario condividere questo criterio: siamo chiamati a verificare se il nostro aiuto è efficace e non metta la persone in una condizione peggiore di prima. Del fatto che ci sono dei “furbetti”, come affettuosamente li chiami tu, è importante che tutti ne siamo consapevoli. Spero che nessuno si scoraggi nel fare il bene, sapendo alcuni, che poi sono pochi, non sanno accogliere l’aiuto nel modo giusto.

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