Ve l’ho già detto

Registrazione di canto, letture e commento Martedì della IV settimana di Pasqua 5 maggio 2020

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(Riporto qui il commento che inviamo con 3 SMS, a chi non ha altri strumenti tecnologici)

Buon giorno, Martedì IV settimana di Pasqua Atti 11,19-26; Salmo 86; Giovanni 10,22-30. 

Oggi nelle letture, ci sono due modi diversi di ascolto. Nella prima lettura i discepoli si trasferiscono in città nuove e qui entrano in contatto con persone nuove, alcuni di cultura diversa, sono i “greci”, potevano anche avere timore di non capirsi, non essere ascoltati. I discepoli dopo un po’ di esitazione parlano di Gesù anche a chi è diverso dalla loro cultura, e molte persone si convertono e cambiano vita. Nel Vangelo i giudei fanno una domanda che potrebbe sembrare buona, dicono a Gesù di dire loro apertamente se lui è il Cristo, se è l’inviato di Dio. Sembra che siano determinati a fare la volontà di Dio. La risposta di Gesù spiazza. Lui dice “ve l’ho già detto”. Allora questi giudei sono persone che non ascoltano. 

Vi è capitato mai di parlare con una persona e constatare poi che non ha ascoltato e magari vi richiede le stesse cose, apparentemente desideroso di sapere? La cosa è disarmante. Gesù lo dice che già lo ha detto, non solo ma sottolinea anche il fatto che tutto ciò che compie conferma ciò che ha già detto. C’è allora un altro problema, non è che loro non sanno, o non sono informati. Gesù usa qui l’immagine delle pecore del pastore. I giudei hanno un problema: non seguono Gesù. Allora noi ci chiediamo: chi seguiamo noi? Io faccio queste domande, non perché disprezzi il mio cammino o il cammino vostro e della comunità cristiana. Il motivo è che se leggo nel vangelo un invito di Gesù a verificare il nostro modo di seguire il vangelo, per primo penso di dover guardare a me stesso, per poi poter guardare gli altri e aiutarli. 

Allora ci chiediamo cosa segue il nostro cuore? le paure che la situazione ci fa? le offese ricevute? le delusioni e lo scoraggiamento? … sono tante le cose che possono essere nel nostro cuore e che noi seguiamo. Questo è il problema dei Giudei, ascoltano e sembra vogliano capire, ma nel cuore hanno altro, sono preoccupati per se stessi, e non seguono la parola che ascoltano. Gesù dei suoi discepoli dice: le mie pecore ascoltano le mia voce, io le conosco, su questo mi fermo un attimo: conoscere nella bibbia è una conoscenza d’amore, un rapporto di amicizia profondo, quando ascoltiamo la voce di Gesù lui ci fa entrare in un rapporto d’amore con lui, ce lo fa sentire, allora nasce in noi la forza di volontà per seguirlo. E la felicità di avere lui nella nostra vita in qualsiasi condizione e situazione buona giornata

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