L’evangelizzazione dell’oikos nel tempo della pandemia – 1

Nel tempo di isolamento sociale imposto per evitare il contagio: Testimonianza di Elisabetta

Quante volte abbiamo riflettuto in cellula su come sia importante mettersi in ascolto del nostro cuore per accogliere in modo autentico la Parola di Dio; solo partendo da questo atteggiamento possiamo portare il messaggio evangelico alle persone intorno a noi. Con tale consapevolezza condividiamo il cammino della cellula ed abbiamo via via compreso che le nostre diversità di storie, caratteristiche personali, sensibilità, percorsi di vita e di conversione, siano una grande e preziosa ricchezza, se accolte nell’amore e rispetto reciproco. Quello che ci unisce profondamente è il sentirci parte di un percorso condiviso e di un progetto più ampio voluto dal Signore per ciascuno di noi; questo ci aiuta ad affrontare momenti di difficoltà, insicurezza e scoraggiamento. Quando si è in sintonia tra fratelli nella fede è sicuramente più facile riuscire a sentire la presenza viva del Signore. 

Abbiamo da tempo aperto un gruppo Whatsapp al quale partecipiamo tutti; soprattutto in questo periodo, costretti ad interrompere gli incontri settimanali e a restare ognuno a casa propria, Whatsapp si è rivelato uno strumento meraviglioso di continuità e contatto quotidiano. Una nostra sorella ad esempio, che da un po’ di tempo era stata costretta ad interrompere gli incontri abitando lontano e non potendo guidare, ha avuto in questo modo la possibilità di mantenere una continuità con il gruppo e di sentirsene parte integrante. È stato per noi un grande dono del Signore! 

Mi sento di dire che nella nostra cellula davvero ci custodiamo reciprocamente, nel senso di “prenderci cura l’uno dell’altro”; l’esperienza di forte comunione spirituale non si è mai limitata all’incontro del martedì ma prosegue sempre senza interruzione. Se un fratello sta soffrendo per un problema personale o di un familiare, ad esempio una malattia o un lutto, cerchiamo con discrezione e rispetto di fargli sentire la nostra vicinanza, gli doniamo una parola di conforto, invochiamo su di lui lo Spirito Santo, ci uniamo nella preghiera. In questo tempo di “isolamento forzato” Whatsapp ci è utile non solo per comunicazioni “tecniche”, ad esempio orari delle messe, rosari, particolari preghiere ecc., ma soprattutto per continuare quel “prenderci cura l’uno dell’altro”, che ormai sentiamo come assolutamente naturale e spontaneo, testimonianza di quanto Gesù ci ha insegnato. Aspettiamo ogni giorno con gioia il messaggio vocale di don Alberto con le letture e il suo commento; è un dono prezioso! Anche in questo periodo continuiamo a pregare insieme; abbiamo affidato alla misericordia del Signore familiari e amici che ci hanno lasciato, testimoniamo la nostra fede attraverso messaggi di speranza e di solidarietà. Ciascuno di noi cerca di impegnarsi nell’evangelizzazione all’interno della propria famiglia; in particolare la settimana Santa “vissuta” con Papa Francesco ci ha aiutato a coinvolgere i familiari più distaccati e lontani dalla fede, ritrovandoci insieme davanti alla televisione nell’ascolto e nella preghiera.

Come tutti attendiamo con ansia quando potremo di nuovo incontrarci, abbracciarci, stringere le mani pregando e guardandoci negli occhi; dopo una prova così dura ci ritroveremo fisicamente nella gioia di aver camminato comunque sempre insieme. 

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