Lo Spirito mi ha mandato
Insegnamento 2026/03 del 25 gennaio 2026 “Lo Spirito del Signore è su di me” Lc 4,16-19
Cari amici,
voglio approfondire uno dei fondamenti dell’evangelizzazione, là dove papa Francesco parla di evangelizzazione con Spirito Santo, cioè di una evangelizzazione che ha lo Spirito Santo come nostro movente interiore. Come facciamo a mettere al centro delle nostre scelte e motivazioni lo Spirito Santo? Da una parte sicuramente possiamo vedere questo dagli effetti, e primo fra tutti è quando ci confrontiamo con successi o fallimenti dei nostri progetti e lì scopriamo se ciò che ci sta più a cuore è il nostro rapporto con Dio.
Ogni situazione della vita può farci crescere in una relazione, anzi a volte le crisi, le delusioni i fallimenti sono occasioni che ci stimolano e guidano di più alla crescita in una relazione, così è anche con Dio. Fare attenzione a questo ci aiuta come verifica del nostro cuore.
Ma ci interessa vedere anche cosa ci fa crescere, così mi sono chiesto che stato d’animo ci aiuta a vivere in questo modo l’evangelizzazione? Penso sia importante nutrire il desiderio di entrare in relazione con lo Spirito, cosa che noi cristiani cattolici viviamo in modo particolare con l’adorazione eucaristica.
La messa è il centro del rapporto con Dio e nella messa si esprime questo rapporto sia a livello personale che comunitario tra noi e con Dio.
L’adorazione è un tempo nel quale poi personalmente coltiviamo e diamo espressione al desiderio di stare con Dio, a che lui diventi il cuore della nostra vita. Mi è sempre piaciuta la riflessione sul nome che i cristiani prima di noi hanno dato a questo momento di intimità con Dio, che viene dal latino “ad os” che significa “la bocca verso”, che esprime il gesto di indirizzare un bacio verso qualcuno. Un desiderio di dire a qualcuno che lo amiamo, lo desideriamo e vogliamo entrare in intimità con lui. Dare un tempo a questo slanciarsi verso Dio con amore, questo è quello che abbiamo sperimentato efficace per fare dello Spirito Santo il cuore di ciò che ci muove, ci anima in tutte le scelte.
In molti abbiamo accolto questa proposta, di passare un tempo, e una ora a settimana ci è sembrato il tempo adatto, per fermarci di fronte all’opera centrale dello Spirito Santo cioè l’incarnazione di Cristo, che a noi arriva attraverso il sacramento del pane che diventa in noi il corpo di Cristo. Contemplare Dio che si fa pane per diventare in noi carne, Cristo che si fa dono per noi per renderci capaci di amare come ama lui. Fermarci a contemplare questo fa crescere il desiderio di avere al centro dei nostri desideri lo Spirito.
Cari fratelli, vi indico questa strada per rinnovarci nel cuore e poi rispondere alla missione che abbiamo di portare il Vangelo con rinovato entusiasmo e creatività, per rispondere meglio alle nuove solitudini e povertà spirituali del mondo in cui viviamo.
Io non ho fatto tanta pubblicità alla nostra Adorazione Eucaristica, perché credo sia compito vostro, che voi potete farlo in modo più efficace, che portato da voi. Il messaggio che l’uomo, senza una intimità con lo Spirito Santo, non trova equilibrio e pace, da voi possa essere diffuso con più forza e nitidezza. Le persone lo danno un po’ per scontato che i preti lo dicano, fa parte del “mestiere”; invece, il vostro stare in chiesa a adorare è già annuncio e testimonianza.
Vi affido questa attenzione, la cura del vostro desiderio di vivere una intimità sempre maggiore con lo Spirito Santo.

