Avere fondamenti
Insegnamento 2026/02 del 18 gennaio 2026 ” Gesù pieno di Spirito Santo” Lc 4,1
Cari amici,
voglio approfondire uno dei fondamenti della cellula e cioè l’importanza dello Spirito Santo nella evangelizzazione. Certo lo Spirito Santo è presente in tutti i momenti della vita della Chiesa: preghiera, liturgia, sacramenti, ogni azione.
Però pensando all’annuncio, mi sono accorto che quando andiamo a parlare della presenza dello Spirito, non abbiamo parole adatte e chiare per spiegarlo agli altri, soprattutto a chi non lo conosce.
Nel parlarne di solito ci riferiamo ad esperienze vissute in momenti di preghiera particolari, usando il termine “effusione dello Spirito”, momenti in cui sperimentiamo commozione, pace interiore, riconciliazione con la vita; lo stato d’animo spesso è sereno, gioioso, generoso, aperto alla vita, al bene. Sono momenti belli! Qui voglio solo fermarmi sul fatto che fare riferimento a questa nostra bella esperienza risulta comprensibile solo per chi ha vissuto anche lui questi momenti di preghiera.
Ho cercato perciò parecchio le parole per poter raccontare questa presenza dello Spirito Santo nella nostra vita e in particolare nella nostra evangelizzazione, e alla fine ho trovato una cosa interessante in una cosa che scrive papa Francesco (Evangelii Gaudium n. 261)
Per spiegare cose significa evangelizzare nello Spirito Santo, parte da una categoria, da un’esperienza comune a tutti; scrive: Quando si afferma che qualcosa ha “spirito”, questo indica di solito qualche movente interiore che dà impulso, motiva, incoraggia e dà senso all’azione personale e comunitaria … un’evangelizzazione con spirito è un’evangelizzazione con Spirito Santo. (Evangelii Gaudium 261).
La particolarità sta nel fatto che lo Spirito Santo è quel movente interiore che dà impulso, motiva, incoraggia e dà senso all’azione. La nostra vita spirituale cambia, perché non puntiamo come prima cosa alla realizzazione dei nostri progetti o alla coerenza con i nostri valori, ma perseguiamo come prima meta, quella che lo Spirito Santo diventi il nostro movente interiore.
Se è l’evangelizzazione il movente interiore, l’essere riusciti a fare ciò che serviva ci sosterrà e darà entusiasmo, ma tutto ciò che manifesterà un limite nostro o della chiesa ci costerà una necessaria opera di rimotivazione, incoraggiamento.
Invece nell’evangelizzare con Spirito il movente interiore è avvicinarci a Dio; perciò, tanto la gloria quanto la correzione ci daranno pienezza e soddisfazione, perché entrambe ci possono avvicinare a Dio, possono permetterci di far agire in noi lo Spirito di Dio, la prima ci porterà alla santificazione, la seconda alla conversione. Certo psicologicamente le vivremo in modo diverso, ma nello spirito vedremo sempre Dio all’opera nella nostra vita, e se è quello ciò che cerchiamo e desideriamo assaporeremo una gioia profonda e rassicurante.

